L’Iperammortamento 2026 introduce un insieme di incentivi fiscali finalizzati a sostenere gli investimenti in beni strumentali, sia materiali che immateriali, purché nuovi e interconnessi ai sistemi aziendali. La misura si estende anche agli investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, rafforzando così la transizione energetica delle imprese. Questo nuovo regime agevolativo sostituisce i precedenti crediti d’imposta previsti dai piani Industria 4.0 e 5.0, introducendo una maggiorazione del costo di acquisizione che varia dal 100% fino al 180%, in funzione degli scaglioni di investimento effettuati.
Possono beneficiare dell’agevolazione tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa che realizzano investimenti in beni ricompresi negli allegati IV e V della normativa di riferimento, a condizione che siano rispettate le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro e regolarità contributiva previdenziale. I beni agevolabili devono essere nuovi di fabbrica, prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo, e devono risultare effettivamente interconnessi ai sistemi di produzione aziendale o alla rete di fornitura.
Per quanto riguarda il comparto energetico, l’incentivo include specifiche tipologie di impianti fotovoltaici, nonché sistemi di accumulo e stoccaggio dell’energia, con l’obiettivo di favorire l’autosufficienza energetica delle imprese. L’accesso alle agevolazioni per questi interventi avviene tramite una procedura telematica gestita dal GSE, che prevede la verifica dei requisiti tecnici e amministrativi richiesti dalla normativa.
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